LETTERA DELL'ARCIVESCOVO CARDINALE DIONIGI TETTAMANZI

AI FEDELI DEL DECANATO DI APPIANO GENTILE.

 

 

Carissimi, desidero anzitutto ringraziarvi dell'accoglienza che mi avete riservato in occasione della Visita Pastorale al vostro decanato. Ricordo in particolare la bella celebrazione Eucaristica conclusiva, che abbiamo vissuto insieme con grande intensità: in essa abbiamo professato la nostra fede in Gesù e abbiamo espresso la volontà di essere suoi testimoni coerenti e credibili, facendosi prossimi ad ogni uomo di questo nostro tempo.

 

 

E' un momento storico che presenta anche a voi nuove sfide: abbiate il coraggio di affrontarle con la disponibilità a guardare avanti, rinnovando il vostro slancio missionario per essere pronti a rispondere a chiunque domandi ragione della vostra speranza ( cfr. Pietro 3.15 )

 

Con questa lettera vorrei trasmettere alcune riflessioni che sono nate in me ripensando ai nostri incontri e offrirvi alcune indicazioni utili per indirizzare la vostra attività pastorale e orientare il vostro cammino spirituale

 

Vi invito a sentire sempre più vivo il senso di responsabilità per la missione che il Signore ha affidato alla Chiesa. Questa missione anche in un territorio di antica e radicata tradizione cristiana richiede anzitutto una sincera conversione personale. Siete chiamati ad ascoltare oggi la voce del Signore e a lasciarvi condurre dal vento amico dello Spirito, così che l'appartenenza alla Chiesa non sia espressione di una consuetudine che viene dal passato, ma la risposta luminosa al dono della vocazione, per diventare " pietre vive", popolo sacerdotale che offre la propria vita in sacrificio gradito a Dio. Le vostre comunità sono fedeli alla loro missione quando rivelano l'attrattiva della vita cristiana, quando con la loro esistenza ordinaria danno gloria a Dio e sono richiamo e un invito rivolto a tutti, affinché volgano lo sguardo a Gesù, unico, salvatore del mondo.

 

La missione della Chiesa si compie poi attraverso il segno della comunione, di cui la pastorale d'insieme è concreta espressione. l segno della comunione, di cui esorto a ricercare le strade per promuovere una autentica collaborazione tra le vostre comunità e a fare passi significativi in questa direzione, vincendo ogni resistenza che possa nascere dalla nostalgia dalla tentazione di essere autosufficienti. Ogni parrocchia sappia offrire i doni di cui è ricca per l'utilità comune. " Fare insieme è più difficile, chiede intelligenza, tempo, pazienza, umiltà e carità. Fare insieme è però più evangelico". ( Pietre vive pag. 20 ). Sono certo che l'unione delle forze non potrà che arricchire ciascuno e, soprattutto, offrirà una più visibile testimonianza di comunione.

 

In questo cammino di pastorale d'insieme chiedo in particolare a voi laici di sentirvi protagonisti; siano valorizzate e riconosciute le ministeriali che vi competono. Il vostro contributo all'azione missionaria della Chiesa è unico e irripetibile, in particolare negli ambienti della vita quotidiana. Siate disponibili ad offrire il vostro servizio nelle attività pastorali delle comunità:come catechisti per i ragazzi, i giovani, gli adulti; come accompagnatori dei genitori che chiedono il battesimo per i figli; come fedeli capaci di stare a fianco alle famiglie in difficoltà; come responsabili o collaboratori per le diverse attività degli oratori; come animatori liturgici; come membri dei consigli pastorali e per gli affari economici delle parrocchie. Sappiate impegnarvi da cristiani anche nella comunità civile, promuovendo nel territorio una rinnovata cultura della solidarietà, avendo cura soprattutto dei più deboli e bisognosi e favorendo relazioni amicali e fraterne. Non manchino per voi momenti e percorsi di formazione spirituale e umana, opportunamente pensati a livello decanale.